Ricchi ma poveri/Come ottenere cash dalla casa che non si riesce a vendere

Svalutazione dell’immobile e trattative infinite: vendere per monetizzare, ad oggi, non sembra essere la mossa più saggia. Come fare però se si devono affrontare spese famigliari urgenti? Il mutuo di liquidità è una delle proposte più interessanti delle banche per ottenere un finanziamento con tassi solitamente più bassi rispetto ai prestiti tradizionali
di: Noemi Pizzola
23 Luglio 2015
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Otto mesi e mezzo. È questo, secondo Nomisma, il periodo medio che richiede una vendita immobiliare, mentre l’Ufficio Studi Tecnocasa rivela che le tempistiche nelle grandi città italiane superano i 3 mesi, arrivando a sfiorare i 190 giorni e i 212 nei comuni periferici (dati ottobre 2013), mentre nella sola città di Milano si contano 60.000 alloggi privati vuoti, di cui circa 40.000, disponibili sul mercato, tra affitto e vendita.

E un altro dato appare particolarmente significativo: le famiglie italiane mettono sul mercato la nuda proprietà della propria abitazione, in modo tale da avere un tetto sotto il quale vivere, ma racimolare al tempo stesso un po’ di liquidità. La metà di loro lo fa per esigenze economiche: per sostenere i figli nell’acquisto della prima casa, affrontare le esigenze che si presentano con l’avanzare dell’età, oppure mantenere un certo tenore di vita. E i dati (raccolti da Immobiliare.it) parlano chiaro: dal 2010 alla fine del 2013 l’offerta è aumentata del 20,3% a Roma, del 18,7% a Milano e del 17,4% a Firenze.

Non a caso la chiamano “età dell’ansia”, un’epoca in cui, oltre ai bilanci e ai consumi famigliari, a crollare verticalmente sono stati anche i pilastri a cui tradizionalmente ci si appoggiava per progettare il proprio futuro o per farsi forza durante i momenti di crisi economica. E il mattone, assieme a lavoro e istruzione, rappresenta una di quelle sicurezze venute drammaticamente a mancare. E anche se in Italia, il risparmio consolidato in immobili ha e ha avuto un’importante funzione di integrazione del reddito, i numeri, ancora una volta, non mentono: dal 2008 al 2013, il valore della ricchezza immobiliare degli italiani è passata dai 5.409 miliardi di euro ai 4.400.

Non solo dunque trattative infinite che, come aveva rivelato Antonio Sabatini (affiliato Tecnocasa) a Of lo scorso novembre, si sono mediamente assestate intorno ai sei mesi, i primi due passati a convincere il venditore ad allineare il prezzo con la realtà del mercato, ma anche il rischio di sbloccare la vendita svalutando (e non di poco) l’immobile. Sarebbe infatti del 16,5% il ribasso medio sul prezzo dell’immobile inizialmente richiesto, seguendo i dati di una recente indagine condotta dalla società di studi economici Nomisma; mentre nel 2013, stando ai dati forniti dalle ricerche di Tecnocasa, si è verificata la più alta diminuzione dei prezzi dal 2007.
Vendere per monetizzare non sembra quindi essere una scelta auspicabile, almeno per il presente.

Cosa fare però se si ha urgentemente bisogno di liquidità, ad esempio per far fronte a una spesa medica imprevista o per le rette universitarie dei figli? Una soluzione giunge dai mutui di liquidità, in grado di concedere una somma consistente, solitamente dai 50.000 euro a salire (anche fino ai 500.000), ponendo, a garanzia del finanziamento, un bene sempre affidabile, come la propria casa, dove si può continuare a vivere durante il pagamento delle rate, ma che non deve essere gravata da precedenti ipoteche.

Il finanziamento, la cui durata varia solitamente tra i 5 e i 30 anni, copre generalmente tra il 50 e l’80% del valore commerciale dell’immobile, percentuale che però si ferma spesso al 50% nel caso in cui il mutuatario fosse un lavoratore autonomo, un libero professionista o un imprenditore.
Il mutuo di liquidità si colloca così a metà strada tra un mutuo “tradizionale” e un prestito personale, presentando però, rispetto a quest’ultimo, tassi più contenuti, oltre alla possibilità di ottenere importi più elevati.

Di seguito, le soluzioni proposte da oltre 10 differenti istituti di credito, integrate con la simulazione di Of che ipotizza un finanziamento da 80.000 euro da restituire in 15 anni (dati riferiti al 30 maggio 2014).

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