Immobiliare 2017: le previsioni, i rendimenti, le località più redditizie

Conviene ancora investire nel mattone? Secondo Paola Ricciardi, Managing Director e Presidente della società di consulenza internazionale REAG Duff & Phelps la risposta è sì. I rendimenti sono nell’ordine del 3-5%. Ma bisogna saper scegliere l’immobile da acquistare. Dove puntare? E cosa accadrà agli investitori stranieri diretti in Italia? Ecco tutte le previsioni per il 2017. Ma attenzione: l’instabilità del contesto politico ed economico attuale potrebbe avere ripercussioni anche su questo settore
di: Elisa Vannetti
20 Dicembre 2016
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Acquistare immobili di pregio assicura rendimenti pressoché garantiti. Ma per poter portare a casa un 3-5%, è necessario orientarsi su città ricercate, per turismo o per lavoro, e puntare su immobili ristrutturati, di classe energetica elevata e con finiture di lusso. Il mattone può ancora essere considerato un buon investimento, soprattutto se raffrontato ad altri strumenti finanziari. Le transazioni d’acquisto sono in aumento e il mercato, lentamente, sta ripartendo. Ma cosa accadrà nel 2017? Paola Ricciardi, Managing Director e Presidente di REAG Duff & Phelps, la società di consulenza internazionale specializzata nel real estate, spiega a Of-Osservatorio finanziario come guadagnare da questo tipo di investimento. E fa il punto della situazione sulle previsioni per il prossimo anno. Perché l’attuale contesto politico ed economico internazionale potrebbe avere influenze considerevoli anche su uno dei settori messi più a dura prova dalla crisi economica.

Of: Il 2016 è stato il primo anno in cui l’immobiliare italiano è tornato a crescere…
Ricciardi: E’ vero. Il 2016 si chiuderà con compravendite residenziali in aumento del 5-6%, segno di una solida fiducia nel comparto anche e soprattutto da parte dei piccoli risparmiatori. In termini di compravendite residenziali anche il 2015 era stato un anno di crescita.

Of: Cosa accadrà nel corso dei prossimi mesi?
Ricciardi: Negli ultimi 2 anni abbiamo assistito ad un riavvio delle transazioni abitative per le quali si stima un incremento anche nel 2017. Ma non si raggiungeranno ancora i livelli pre-crisi: le compravendite dovrebbero stabilizzarsi sulle 500-550.000 annue entro il 2018. Ben lontane quindi dalle 869.000 del 2006.

Of: E per quanto riguarda i prezzi? Torneranno a crescere?

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