Mattone: sta per iniziare un nuovo ciclo. Ecco come cambierà l’immobiliare nei prossimi 10 anni

Il 2017 sarà un periodo di transizione. Poi, dal 2018 inizierà la svolta. Il mattone cambia faccia, si trasforma, e inizia a crescere. Nel 2022 i prezzi torneranno ai valori pre-crisi. L’edilizia ripartirà, ma sarà tutta un’altra cosa, dovrebbe essere più evoluta e più moderna. Gli appartamenti dovranno rispondere alle nuove logiche del benessere abitativo. E l’affitto potrà (forse) iniziare a ricoprire un ruolo più importante. Ilvo Bruschi, Presidente di Yard Srl, racconta a OF le previsioni da qui a 10 anni
di: Elisa Vannetti
9 Febbraio 2017
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Il mercato immobiliare è arrivato a un punto di svolta. Il 2017 sarà l’anno di transizione, una sorta di anno-ponte. Poi, dal 2018, cambierà tutto. La crisi sarà un ricordo lontano, i prezzi degli immobili inizieranno a crescere, e nel 2022 si torneranno ad avere stessi valori degli anni del boom, prima che la crisi divampasse, intorno al 2006-2007. Sono queste le previsioni per i prossimi 10 anni che si leggono nel Meteo Immobiliare 2017, il rapporto di previsione sul ciclo immobiliare predisposto in collaborazione con Yard, la società di servizi immobiliari, dalla RUR, la Rete Urbana delle Rappresentanze, fondata nel 1989 per studiare e promuovere l’economia delle città, e redatto dal professor Giuseppe Roma, Segretario Generale RUR e per 20 anni Direttore Generale del Censis. Cosa accadrà dunque nei prossimi 10 anni? Come cambierà il mattone? E che influenze ci saranno su investitori, istituti di credito e acquirenti? OF Osservatorio Finanziario lo ha chiesto a Ilvo Bruschi, Presidente di Yard Srl.

OF: Oggi avete presentato il vostro rapporto annuale sul mercato immobiliare…
Bruschi: Esatto. Il Meteo Immobiliare è il secondo rapporto di RUR di previsione del ciclo immobiliare, dopo il primo del 2016. E si propone di rispondere alla duplice esigenza di prevedere l’andamento futuro delle quotazioni e di analizzare le specificità locali con l’obiettivo di analizzare le prospettive di medio e lungo periodo.

OF: Perché è importante sapere oggi quanto varrà un immobile tra un certo numero di anni?
Bruschi: Per prima cosa, il mercato immobiliare italiano viene da un periodo particolare caratterizzato da 10 anni di riduzioni dei valori immobiliari. È chiaro che questa situazione rappresenti un problema sentito da tutti. In una situazione come quella attuale, infatti, conoscere in anticipo le quotazioni future o comunque il futuro andamento dei valori immobiliari può avere notevoli risvolti positivi. Si tratta di fornire una visione d’insieme del ciclo economico del mercato: sapere dove si sta andando, infatti, può essere utile non solo a banche, sgr, proprietari di casa, ma anche ai grandi investitori istituzionali e agli speculatori.

OF: Il secondo elemento di novità è l’analisi delle economie locali…
Bruschi: Esatto. Il mercato immobiliare spesso viene considerato come un unico elemento, ma in realtà è la somma di tantissimi mercati territoriali. E non tutti vanno nella stessa direzione. Sapere preventivamente se il trend dell’economia di un determinato territorio è previsto in crescita o in contrazione può quindi orientare la scelta dei futuri investimenti.

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