IL FUTURO DEI PAGAMENTI

Con il cellulare oggi si può pagare nei negozi aderenti, ma anche acquistare in un solo clic un biglietto di Trenitalia, o un televisore su Monclick. Si pagano le soste auto nelle strisce blu, o l’abbonamento ai mezzi di trasporto. E si trasferiscono soldi in tempo reale ai contatti della rubrica. Cosa accadrà in futuro? Apple (in arrivo), ma anche Samsung e Google potrebbero trasformare radicalmente il mercato dei mobile payments. E si prospettano grandi novità
di: Elisa Vannetti
21 Marzo 2017
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Si attende una scossa nel mercato, finora marginale, dei pagamenti da cellulare. Dopo anni di indiscrezioni, infatti, Apple Pay, il sistema di pagamento proprietario di Apple, sta per sbarcare in Italia. Ancora non si ha una data precisa, ma già iniziano ad arrivare le prime notizie ufficiali. UniCredit, la prima a essersi mossa in questa direzione, si dice pronta a rendere il servizio disponibile ai clienti non appena sarà disponibile. Intanto anche Android, il sistema operativo di Google, oltreoceano, ha ampliato la sua offerta: dopo il wallet sono comparsi i primi pagamenti via email, utilizzando l’app. Attualmente il servizio potrà essere utilizzato solo negli Stati Uniti, ma non è da escludere un probabile sbarco anche nei principali paesi europei. Non solo: la lista degli attori coinvolti è potenzialmente molto più significativa, e conta nomi illustri come Samsung che ha già avviato il suo Samsung Pay in Spagna qualche mese fa. Cosa accadrà dunque nei prossimi mesi in Italia? Quale sistema di pagamento avrà la meglio? Come e dove si potrà pagare utilizzando il telefonino?

In Italia


Sebbene i volumi, assicurano gli operatori, siano ancora ridotti, i mobile payments, cioè i sistemi che permettono di disporre pagamenti in mobilità utilizzando il cellulare invece della carta di pagamento, si stanno gradualmente diffondendo. I principali istituti di credito e le società emettitrici di carte di pagamento sono tutti attivi, e nell’ultimo anno hanno intensificato gli sforzi per tentare di diffondere le loro sperimentazioni su scala nazionale. Ne sono nate partnership e servizi, rivolti per lo più a tre tipologie di pagamento: il trasferimento P2P, quella da remoto, cioè anche da casa o online, e quella di prossimità, appoggiando il telefonino al bancomat del negoziante che riconosce la tecnologia senza contatto.

Il P2P


Più che pagamenti di prodotti e servizi sono strumenti di trasferimento fondi tra persone. Il P2P, da quando SIA ha lanciato Jiffy, la piattaforma che consente di scambiare denaro con i contatti della rubrica utilizzando, per il trasferimento, il numero di cellulare invece che il codice Iban del conto corrente, è diventato il sistema di pagamento via telefono più utilizzato. Oltre 23 gruppi bancari hanno reso disponibile la funzione di trasferimento fondi di SIA per i correntisti (tra questi, per esempio, Intesa Sanpaolo, BNL, UBI Banca e UniCredit). Mentre, stando agli ultimi dati ufficiali disponibili e relativi a metà marzo, i clienti attivi hanno già superato quota 4 milioni.

Segue lo stesso principio anche ZAC to pay, ideato dall’Istituto centrale delle banche popolari italiane (ICBPI) e adottato da Creval, Veneto Banca e Unipol Banca, tanto per citarne alcuni. E Hype di Banca Sella, il primo in assoluto a comparire in Italia, e che consente di trasferire denaro in tempo reale, monitorare entrate e uscite e fissare un obiettivo di risparmio nell’omonima app. Un po’ diverso, infine, il caso di chat&cash, l’app ideata da Banco Popolare o ora disponibile per i clienti del nuovo gruppo Banco BPM che, oltre al servizio di invio denaro include anche una chat di messaggistica istantanea.

Senza contatto


La seconda modalità di pagamento da telefono che ha catalizzato alcune delle sperimentazioni attualmente attive è quella dei pagamenti di prossimità in modalità contactless (o senza contatto). Per acquistare prodotti o servizi, quindi, ci si deve recare in un negozio, avvicinare lo smartphone dotato di tecnologia senza contatto (o Nfc) al lettore di carte bancomat in grado di accettare i pagamenti contactless, e attendere l’esito della transazione. La somma verrà scalata dalle carte di credito collegate al portafoglio digitale. Così, per esempio, il servizio di touch&pay senza contatto è disponibile per i correntisti di Intesa Sanpaolo, UniCredit, PosteMobile, Banca Sella e, da gennaio, anche per i clienti di Nuova Banca Marche e Banca Popolare di Sondrio che, in quanto aderenti al circuito CartaSi, possono sfruttare la nuovissima app MySi Pay. Ma anche altri istituti di credito ci stanno lavorando: a breve, infatti, anche MPS metterà a disposizione dei suoi clienti un servizio di pagamento senza contatto.

I remote payments


Il terzo utilizzo del telefonino come alternativa alle carte di pagamento avviene da remoto: si possono pagare gli acquisti fatti online sui portali di e-commerce e acquistare prodotti e servizi virtuali. La maggior parte degli istituti di credito, infatti, offre Masterpass il servizio di MasterCard con il quale autorizzare gli acquisti online con un tap sul display del cellulare. Basta selezionare sul sito di shopping la modalità “paga con MasterPass” e la transazione è effettuata. Così, per esempio, chi ha attivo un wallet digitale di Intesa Sanpaolo, UniCredit, BNL, MPS, UBI Banca, CheBanca!, CartaSi può fare acquisti sui portali di Trenitalia, Volagratis, Eataly, Monclick e ticketone senza dover inserire ogni volta i dati della carta di pagamento.

Inoltre, chi ha attivo il portafoglio elettronico di BNL Gruppo BNP Paribas e CheBanca! può pagare con Smarticket.it può pagare le soste auto o gli abbonamenti nelle strisce blu delle città aderenti, come Roma, Bologna e Torino. Con WoW! di CheBanca! si ricarica l’abbonamento delle principali aziende di trasporto pubblico. Mentre con PosteMobile i biglietti degli autobus Marozzi si acquistano da cellulare con lo sconto.

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