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Il 2018 delle banche OF OSSERVATORIO FINANZIARIO

SOMMARIO

Il mese di dicembre è un periodo di bilanci, di valutazioni sull’andamento dell’anno che si sta per concludere. E come è stato questo 2018 per le banche italiane? Per poter rispondere OF Osservatorio Finanziario ha scelto di analizzare due aspetti principali: da una parte l’andamento in borsa dei titoli bancari comparato all’andamento dello spread BTP-BUND, dall’altra i dati finanziari. Questi i risultati

Il 2018 delle banche

Per l’analisi è stato selezionato un campione di 7 gruppi bancari nazionali (Banca Generali, Banco BPM, BPER Banca, Intesa Sanpaolo, Monte dei Paschi di Siena, UBI Banca e UniCredit) tra oltre i venti presenti in OFPowerView Analytics.

La borsa e lo spread

L’andamento del FTSE Italia All-Share Banks Index, l’indice del settore bancario italiano, è stato messo in relazione con l’andamento dello spread tra i BTP decennali e i BUND.
Andamento titoli bancari e spread

Figura 1 Andamento indice FTSE Italia All-Share Banks Index (asse sx) e dello spread BTP-BUND (asse dx. fonte: dati teleborsa.it)

In figura sono riportati gli andamenti storici da inizio 2018. È evidente come ci sia una forte correlazione inversa tra i due dati: a fronte di un forte aumento dello spread i titoli bancari ne risentono particolarmente, facendo registrare grosse perdite; di contro, una diminuzione del differenziale tra BTP e BUND comporta una ripresa nel valore dell’indice del settore bancario. Si nota inoltre come il 2018 si possa suddividere in due: fino alla prima metà di maggio il valore dello spread era sotto i 150 punti base mentre il FTSE Italia All-Share Banks Index viaggiava sopra i 12.000 punti, superiori al valore di inizio anno. Le tensioni politiche riguardanti la formazione del governo e l’incertezza dei mercati sul futuro dell’Italia, hanno portato, dalla seconda metà di maggio, ad un aumento vertiginoso dello spread (aumento del 108% da inizio a fine maggio, dai 119 ai 250 punti base) e ad un crollo nell’indice di settore, che perde oltre il 20% in un mese. Da giugno in poi si è assistito ad un progressivo aumento dello spread e ad una costante discesa del valore dell’indice, a discapito dei reali risultati finanziari delle banche.

Questo calo tuttavia non ha colpito le banche in egual misura; alcuni istituti hanno fatto registrare un andamento più positivo rispetto ai competitor. È questo il caso del titolo di BPER Banca che al 3 dicembre limita le perdite da inizio anno al -9,50% rispetto al -21,74% dell’indice. Anche Banco BPM limita i danni, facendo registrare un -16,87% rispetto all’inizio di gennaio. Al terzo posto si posiziona UBI Banca che si assesta in linea con le perdite dell’indice, facendo segnare un calo del valore del -20,38%. Il titolo peggiore del campione di banche analizzate risulta MPS che fa segnare una perdita del 54,65%, anche se in leggera ripresa.

I risultati finanziari

Il fatto che l’andamento dei titoli non rispecchi sempre il reale stato di salute degli istituti di credito lo si evince dai dati finanziari pubblicati trimestralmente dalle banche stesse. I primi nove mesi del 2018 hanno fatto registrare segnali positivi per quasi tutti i gruppi bancari del nostro campione di 7 banche.

Per quanto riguarda i ricavi provenienti dagli interessi, ad esempio, si è registrato un sostanziale aumento: UBI Banca con i suoi 1.366,55 milioni di euro nei nove mesi ha fatto registrare un incremento del 19,12% sul medesimo periodo dell’anno precedente, e un aumento del 12,60% del terzo trimestre 2018 sul corrispettivo del 2017. Anche Banco BPM vede aumentare il proprio margine di interesse nei nove mesi: +7,66% su base annua (1,706,10 mln €) principalmente concentrato nel primo semestre. Un aumento notevole lo fa registrare anche il gruppo UniCredit, con 8.079 milioni di euro di margine di interessi fino a fine settembre (+4,71%), con proprio il terzo trimestre record da 2.765 milioni (+10,60% su base annua).

Anche le commissioni, ossia quei ricavi che la banca incassa grazie ai servizi che eroga, sia di consulenza che, ad esempio, per la gestione dei conti correnti, sono in aumento. BPER Banca fa registrare un +6,07% nei nove mesi (577 milioni € contro i 544 del 2017), Intesa Sanpaolo chiude nove mesi record per le commissioni che arrivano a 5.923 milioni di euro (+3,97% rispetto ai primi nove mesi 2017). Anche il gruppo UniCredit fa registrare un aumento complessivo, soprattutto grazie al +2,26% fatto registrare nel terzo trimestre 2018 su base annua.

I segnali positivi non arrivano solo dai ricavi, ma anche dal contenimento generale dei costi operativi delle banche. Il processo di risanamento di Monte dei Paschi di Siena mostra l’effetto più grande della politica di contenimento dei costi: nei nove mesi del 2018 gli oneri operativi sono calati del 17,40% rispetto ai nove mesi del 2017. Anche Banco BPM e UniCredit fanno registrare un segno meno sotto questa voce, entrambi di circa il 7%.

Un capitolo a parte lo merita l’analisi sul coefficiente patrimoniale CET1 Ratio, un indicatore della solidità del gruppo bancario. In questo caso si nota come, nonostante il contesto economico-politico non sia roseo, i coefficienti patrimoniali delle banche in esame siano quasi tutti in linea, se non superiori, ai livelli fatti registrare a fine 2017; il risultato migliore lo fa registrare BPER Banca con un valore del 14,74% in aumento di 105 punti base rispetto a fine 2017. Seguono come incrementi Banco BPM (13,21%, +85 bps), UBI Banca (11,79% +23 bps) e Intesa Sanpaolo (13,48% +20 bps).

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