Ricchi ma poveri/Compass: ecco come cambia il rapporto con il denaro (e i prestiti)

Prima di richiedere un prestito l’80% degli italiani ne studia attentamente (e in autonomia) rette e spese. E il 66%, se realizza di non poterselo permettere, si tira indietro. Come sta evolvendo il rapporto tra professionisti/artigiani/commercianti e denaro? Quali sono le nuove esigenze portate avanti? E le rinunce? A rispondere a queste domande è Luigi Pace, Direttore centrale marketing e assicurazioni Compass, che descrive una classe media più cauta, responsabile e rigorosa, che ha detto addio al frivolo e premia l’utile
di: Noemi Pizzola
23 Luglio 2015
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Ceto medio impaurito. Ceto medio in crisi. Ceto medio in povertà.
Se questa è la sua attuale situazione, reale o più psicologica, come è cambiato e come sta cambiando il suo rapporto con il denaro? Per quali finalità richiede un prestito? Quali sono le sue nuove esigenze?
A spiegarlo è Luigi Pace, Direttore centrale marketing e assicurazioni Compass, che parla di un ceto medio più cauto e responsabile nel gestire il proprio budget: ha eliminato il frivolo e dà la precedenza a spese utili e indispensabili, come l’auto, la ristrutturazione dell’abitazione e le cure mediche.
Una tendenza già in atto dal 2013 che si differenzia in modo significativo dagli anni precedenti, quando ci si lasciava andare anche a spese “consolatorie”: sfizi e capricci per uscire dalla monotonia della quotidianità.

Of: Ceto medio e denaro. Prima di indagarne i nuovi trend, qual è il contesto generale? Come è cambiato e come sta cambiando il mercato dei prestiti?
Pace: Sta cambiando sensibilmente: si modificano i target, le esigenze, il modo di vendere il prodotto, con un trend, dopo 3 anni e mezzo di discesa verticale e perdite anche a doppia cifra, di timida crescita, forse dato dalla fiducia degli ultimi avvenimenti politici. E prevediamo, per il 2014, una crescita intorno al 5%.

Of: Andiamo con ordine: quali modifiche hanno interessato il target?
Pace: Il ceto medio, oggi, rappresenta il cuore di questo mercato: è cresciuto nel corso del 2013, assestandosi al 47%, ma per Compass rappresenta il 60% della clientela. Sono invece in calo le fasce superiori e inferiori, queste ultime intorno al 37%. Da sottolineare però non ci sono solo numeri e dati, già comunque significativi, ma anche un nuovo atteggiamento adottato dalla classe media, nel fare ricorso al prestito…

Of: Cioè?
Pace: L’80% di chi richiede un prestito ha fatto, in autonomia, un’analisi approfondita e puntuale sulla propria capacità di estinguere il debito: ha studiato le rate e le ha confrontate con le proprie entrate e spese quotidiane. Solo il 4% non fa alcuna indagine preliminare, mentre il 16% chiede una consulenza esterna.

Of: Un atteggiamento molto responsabile…
Pace: Esatto. Quello che si sta profilando è un ceto medio particolarmente attento, rigoroso, consapevole, accorto. C’è una tendenza molto bassa all’indebitamento in seguito alla richiesta di un prestito, aspetto che differenzia in positivo l’Italia da altre realtà europee, come ad esempio la Gran Bretagna. E i numeri ce lo confermano: il 66% ha rinunciato all’ipotetica spesa quando si rendeva conto di non poter estinguere il debito. Il ricorso al prestito è fatto con pianificazione e attenzione, aspetti non così banali e scontati.

Of: Il ceto medio ha anche mostrato nuove esigenze?
Pace: Si, con un’inversione già in atto dal 2013.

Of: Cos’è cambiato rispetto agli anni precedenti?
Pace: Fino al 2012 era molto diffuso richiedere un prestito per quelle spese così dette consolatorie: non indispensabili, ma in grado di soddisfare un capriccio e concedersi qualche svago, come la palestra o l'ultimo gadget tecnologico, ma anche il centro benessere e la vacanza esotica. Dalla prima metà del 2013 questi consumi sono rallentati e hanno lasciato spazio a prestiti finalizzati per l’acquisto di elettrodomestici, dell’auto, della moto…

Of: L’utile vince sul frivolo…
Pace: Esatto. Oggi il prestito è richiesto non per togliersi lo sfizio del momento, ma per far fronte a spese essenziali.

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Luigi Pace, Direttore centrale marketing e assicurazioni Compass