La banca conosce tutto di te (forse)

Vede cosa cerchi sul web, quali acquisti fai e dove, e quali informazioni condividi sui social network. Sa dove vai in vacanza, qual è il giorno del tuo anniversario, e conosce i tuoi gusti musicali. E grazie all’intelligenza artificiale mette insieme anche i database statistici e le indagini di mercato. E’ il business del momento, e sta attraendo società finanziarie, aziende e startup in ogni parte del mondo. Di cosa si tratta? In gergo, si chiama Big Data Analytics. E consiste nel monetizzare l’immensa mole di dati che ci definisce in quanto consumatori. Come? E con quali risultati?
di: Elisa Vannetti
27 Aprile 2017
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C’è un nuovo business che sta catalizzando l’attenzione di aziende e società più o meno grandi, di imprese finanziarie e assicurative, startup e istituti di credito: quello relativo all’uso dei nostri dati personali. In effetti, se ci pensiamo, sono tante le informazioni che ci riguardano che banche e società emettitrici di carte di pagamento hanno a disposizione. Sanno quando compiamo gli anni, dove facciamo i nostri acquisti, cosa preferiamo comprare e con quale frequenza. Sanno quando è il nostro anniversario di nozze, conoscono il giorno del compleanno della nostra fidanzata, dove preferiamo andare a mangiare quando usciamo a cena e dove andiamo in vacanza. Non solo. Basti pensare a tutta quella mole di informazioni personali che ogni giorno condividiamo spontaneamente sui social network. O alle ricerche e alle mail che inviamo con Google. Vi siete mai chiesti come mai, dopo aver fatto una ricerca su internet, vi trovate nella casella di posta elettronica offerte dedicate proprio a quell’oggetto? E ancora, spingendosi un po’ più in là, avete mai fatto caso alle autorizzazioni che certe app richiedono per essere scaricate sugli smartphone? Alcune, accedono alla rubrica personale dei contatti e alla fotocamera, altre all’elenco delle chiamate ricevute ed effettuate.

Questi sono senza dubbio i dati più discussi. Quelli che attraggono la maggior parte delle polemiche e delle contestazioni, aprendo tutto un dibattito sul diritto alla privacy. Poi, però, ci sono anche le informazioni che provengono da fonti open source, accessibili a tutti, frutto magati di elaborazioni statistiche o di ricerche di mercato.

In gergo tecnico queste informazioni vanno a costituire i Big Data. E, secondo la definizione corrente sono alla base di quella particolare attività di raccolta, organizzazione e analisi di grandi insiemi di dati allo scopo di scoprire schemi, tendenze, correlazioni e altre informazioni che potrebbero tornare utili nella definizione degli obiettivi di business. Perché la Big data analytics parte dal presupposto che, se analizzati correttamente, e attraverso algoritmi di intelligenza artificiale, i dati portano valore, creano nuove entrate, spingono alla realizzazione di servizi sempre più personalizzati.
A livello internazionale, e non solo, la corsa del settore bancario e assicurativo verso la “monetizzazione” dei dati è già iniziata. Ma perché questi dati sono così importanti? E quali benefici potrebbero apportare ai clienti? Come si traduce l’analisi dei dati in prodotti e servizi finanziari?

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